ASSETTO DA CARPODROMO INVERNALE!
La pesca invernale in carpodromo è sempre sinonimo di pesca rivolta ad insidiare pesci sospettosi e poco propensi ad aggredire le esche, intorpiditi nell’attività dalle basse temperature dell’acqua.
E’ ormai chiaro, per le tante esperienze maturate, che in queste condizioni, oltre ad attrezzi paticolarmente performanti e leggeri come le nuove roubaisienne COSTELLATION 18800 e 18000,
occorrano lenze particolari, realizzate con materiali di alta qualità come fili morbidi e calibrati, ami leggeri e di dimensioni ridotte e corredate da galleggianti pensati per una migliore percezione di ogni interessamento di pesci lenti e diffidenti come le carpe ed i carassi che popolano la maggior parte dei carpodromi.
Con Andrea Vinco e Massimo Tortonesi, agonisti di punta della Minerva RossoBlu68 Team Bazza, abbiamo intrappreso una sessione di prove invernali proprio in uno di questi specchi d’acqua, il Lago Gualando di Pianoro (Bo), che ospita settimanalmente competizioni e poule di allenamento.
Gli assetti scelti da Massimo ed Andrea, che a breve saranno tra i protagonisti del prossimo CIS colpo assieme ai compagni Claudio Bergami ed Andrea Antolini, sotto le insegne della famosa Società felsinea, sono stati rivolti sostanzialmente ai tantissimi carassi che popolano il Gualando,
la specie che meglio risponde anche in caso di temperature rigide, mentre le carpe, pur numerosissime, tendono a rallentare moltissimo la loro attività e solo in determinati momenti della giornata si attivano alla ricerca di cibo.
Con queste condizioni, sia Andrea che Massimo hanno optato per galleggianti Team Bazza specifici per il carpodromo invernale e, in genere, per pesche difficili: Vinco ha montato un paio di lenze realizzate con il K51 e il K48, forme affusolate e piuttosto lunghe nel loro sviluppo, tarati con spallinate discretamente aperte…
K 48:Modello ideato per la pesca di ricerca in acque ferme o a corrente lentissima.
Si tratta di una forma a sigaretta assottigliata, rastremata alle estremità.
La deriva è in carbonio mentre l’antenna è realizzata in plastica cava ricolorata esternamente, innestata su di uno spezzone di carbono inserito nel collarino superiore. Questo accorgimento, appesantendo leggermente l’antenna, ne rallenta il raddrizzamento e la conseguente entrata in pesca dell’esca, così da esplorare meglio ogni strato d’acqua, alla ricerca di eventuali pesci stazionanti staccati dal fondo.
Il K 48 Team Bazza è prodotto nelle misure da g. 0.10 – 0.20 – 0.30 – 0.50 – 0.75 – 1
K 51: Il concetto base è quello del modello con corpo a goccia rovesciata realizzata in balsa selezionata, un must per il carpodromo per le sue doti di stabilità, al quale si abbina una lunga deriva in carbonio.
Nella parte superiore del corpo una sottile antenna in fibra di vetro da 0.8 mm di diametro sulla quale si applica un’antenna cava svolge la funzione di antenna segnalatrice, la cui sensibilità è spiccata ma senza pagare pegno alla visibilità in ogni condizione di luce.
Per migliorare la performance visiva del K51 Team Bazza, ogni galleggiante viene venduto con due antenne colorate ad alta visibilità, facilmente applicabili al posto di quella gialla di serie.
L’anellino passafilo è in acciaio.
Disponibile nelle misure da g. 0.20 ‘ 0.30 ‘ 0.50 ‘ 0.75 ‘ 1
Le scelte di Massimo Tortonesi, invece, si sono orientate sul K36 Team Bazza ‘un modello a vocazione carpodromo, specifico per la pesca di ricerca. La particolare forma a pera rovesciata lo rende ideale per l’uso con la superficie increspata, condizione nella quale il K36 diventa un asso nella manica, soprattutto se si coniuga una taratura estrema con il mantenimento di pochi centimetri di vetta sotto il pelo dell’acqua, in modo tale da mantenere il filo in bando appena sott’acqua, così da non risentire dell’influenza del vento e restare ben fermi sulla zona desiderata o operare un richiamo dell’esca più efficace.
Il corpo è realizzato in balsa di 1^ scelta, la deriva è in carbonio mentre l’antenna è composta da due elementi: una asta in fibra di vetro a pasta bianca, con la prima parte colorata in nero e la restante di colore naturale, su cui si innesta una antenna cava ad altissima visibilità.
Disponibile nelle misure da g. 0.10 – 0.20 – 0.30 – 0.50 – 0.75 – 1
Anche in questo caso geometrie di piombatura discretamente aperte nel tratto finale per evidenziare eventuali mangiate di pesci staccati dal fondo, come sono usi fare i carassi anche in inverno. Accanto a kit montati con questi galleggianti, Tortonesi ha scelto anche di montare una punta con un K58 da 0.75 grammi, un galleggiante estremamente raccolto, a pera rovesciata, che ha tarato con un bulk e due soli pallini dell’undici nel tratto immediatamente sopra il punto di giunzione del terminale.
Una configurazione di questo genere, come spiega l’alessandrino, garantisce una maggiore stabilità in caso di acque increspate dal vento e in movimento proprio per l’azione di rimescolamento che la brezza superficiale esercita su masse d’acqua importanti come quelle di una lago piuttosto profondo come il Gualando; il K58 Team Bazza è l’ideale anche nella seconda parte di tante gare, quando i pesci tendono a spostarsi ‘fuori punta’, ossia oltre il raggio d’azione della lenza e della rosa di pasturazione. Ecco, quindi, che una lenza con una banda di filo di almeno un paio di metri tra vetta della canna e l’antenna del galleggiante consente di portare il nostro amo innescato ad una distanza di pesca di 15/16 metri, alla ricerca di qualche mangiata ulteriore, spesso determinante ai fini del risultato finale. In questo caso occorre, appunto, anche una portata del galleggiante superiore per mantenere ben stesa la nostra lenza.
K 58: Una forma di grande successo per le sue caratteristiche di versatilità, grazie al profilo a goccia rovesciata particolarmente raccolta attorno ad un baricentro piuttosto alto. Le “spalle” del K 58 sono piuttosto larghe per mantenere una perfetta stabilità anche in caso di acque increspate dal vento, come nel carpodromo invernale dove è un modello protagonista, o di pesca in acque correnti e con piccoli giri d’acqua.
Proprio nel carpodromo è impiegato con successo quando si rende necessario pescare “fuori punta” di alcuni metri alla ricerca dei pesci più diffidenti.
Il corpo è realizzato in balsa di prima qualità, perfettamente rastremato in alto nel punto d’innesto dell’antenna in plastica piena di sezione media e alta visibilità; inferiormente la lunga deriva in carbonio è inserita in profondità nel corpo del galleggiante.
L’anellino passafilo è in acciaio, sotto il quale è ricavato il foro d’ingresso della lenza nel corpo, scelta che preserva al massimo l’integrità del galleggiante in caso di spostamento lungo il filo ma anche durante i combattimenti con pesci di taglia importante che provocano l’allungamento e la tensione del monofilo che potrebbe tagliare il galleggiante se fosse esterno ad esso.
Disponibile nelle misure da g. 0.30 – 0.50 – 0.75 – 1.00 – 1.50 – 2.00
Per ottenere risultati positivi nelle competizioni o anche nelle semplici pescate invernali, alle varie tipologie di galleggiante va abbinata la scelta di un filo morbido e dai diametri estremamente reali come il New Trax, nelle misure da 0.08 a 0.12 mm e un amo leggero ma comunque resistente come il K1, nelle misure dal 18 fino anche al 24 nei casi particolarmente difficili.
NEWS
- TB CARP 15
- LINEA GUADINI TEAM BAZZA 2025
- CARPODROMO INVERNALE CON I NUOVI GALLEGGIANTI TB CARP
- LINEA ROUBAISIENNE 2025 PRESENTATE DA LUCA BENNI
- AI LAGHI VALLONI TANTO FREDDO MA UN BEL BAZZA DAY
- TB CARP 14
- TB CARP 13
- TB CARP 12
- GUADINO INNESTI
- GUADINO EXTREME CARP
Archivio
- marzo 2025
- febbraio 2025
- gennaio 2025
- dicembre 2024
- novembre 2024
- ottobre 2024
- settembre 2024
- agosto 2024
- luglio 2024
- giugno 2024
- maggio 2024
- aprile 2024
- marzo 2024
- febbraio 2024
- gennaio 2024
- dicembre 2023
- novembre 2023
- ottobre 2023
- settembre 2023
- agosto 2023
- luglio 2023
- giugno 2023
- maggio 2023
- aprile 2023
- marzo 2023
- febbraio 2023
- gennaio 2023
- dicembre 2022
- novembre 2022
- ottobre 2022
- settembre 2022
- luglio 2022
- giugno 2022
- maggio 2022
- aprile 2022
- marzo 2022
- febbraio 2022
- gennaio 2022
- dicembre 2021
- novembre 2021
- ottobre 2021
- settembre 2021
- agosto 2021
- luglio 2021
- giugno 2021
- maggio 2021
- aprile 2021
- febbraio 2021
- gennaio 2021
- dicembre 2020
- novembre 2020
- ottobre 2020
- settembre 2020
- agosto 2020
- luglio 2020
- giugno 2020
- aprile 2020
- marzo 2020
- gennaio 2020
- dicembre 2019
- novembre 2019
- ottobre 2019
- settembre 2019
- agosto 2019
- luglio 2019
- giugno 2019
- maggio 2019
- aprile 2019
- marzo 2019
- febbraio 2019
- gennaio 2019
- dicembre 2018
- novembre 2018
- ottobre 2018
- settembre 2018
- agosto 2018
- aprile 2018
- marzo 2018
- febbraio 2018
- gennaio 2018
- dicembre 2017
- novembre 2017
- ottobre 2017
- settembre 2017
- agosto 2017
- luglio 2017
- giugno 2017
- maggio 2017
- aprile 2017
- marzo 2017
- febbraio 2017
- gennaio 2017
- dicembre 2016
- novembre 2016
- ottobre 2016
- settembre 2016
- agosto 2016
- luglio 2016
- giugno 2016
- maggio 2016
- aprile 2016
- marzo 2016
- febbraio 2016
- gennaio 2016
- dicembre 2015
- novembre 2015
- ottobre 2015
- settembre 2015
- agosto 2015
- luglio 2015
- giugno 2015
- maggio 2015
- aprile 2015
- marzo 2015
- febbraio 2015
- gennaio 2015
- dicembre 2014
- novembre 2014
- ottobre 2014
- settembre 2014
- agosto 2014
- luglio 2014
- giugno 2014
- maggio 2014
- aprile 2014
- marzo 2014
- febbraio 2014
- gennaio 2014
- dicembre 2013
- novembre 2013
- ottobre 2013
- settembre 2013
- agosto 2013
- luglio 2013
- maggio 2013
- aprile 2013
- marzo 2013
- febbraio 2013
- gennaio 2013
- dicembre 2012
- novembre 2012
- ottobre 2012
- settembre 2012
- agosto 2012
- luglio 2012
- giugno 2012
- maggio 2012
- aprile 2012
- marzo 2012
- febbraio 2012
- gennaio 2012
- dicembre 2011
- novembre 2011
- ottobre 2011
- settembre 2011
- agosto 2011