Ago
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DOPO FIRENZE 2011 UN ALTRO ORO MONDIALE AL COLLO DI LUCIANO BAZZA!!!
Debbo dire che ormai si finiscono gli aggettivi parlando dei risultati di Luciano Bazza con la maglia Azzurra della Nazionale Master!
Di ritorno dalla Bosnia, ho incontrato il patron del Team Bazza per una chiaccherata su questo ennesimo successo, su di un campo di gara di difficile interpretazione e, soprattutto, dopo il malore che ha condizionato la partecipazione di Bazza alla kermesse iridata sin dalla prima prova.
Durante la settimana precedente le gare, infatti, trascorsa in condizioni climatiche difficili, caratterizzate da temperature torride ed una elevatissima umidità, Luciano ha accusato un malore che ha consigliato i componenti lo staff federale ad optare per un ricovero in ospedale per accertamenti.
Fortunatamente le condizioni di salute di Bazza si sono ristabilite in fretta ma questo ha portato il bolognese a perdere parte delle prove per ristabilirsi appieno e quindi, nonostante durante le prove avesse dimostrato di aver inquadrato abbastanza bene la tipologia di pesca, la gara del sabato ha visto il nostro partire dalla panchina anzichè dal quartetto titolare.
Purtroppo per i nostri colori, la prima prova ha portato un risultato mediocre e, soprattutto, ha posto in evidenza che le scelte tattiche fatte dalla nostra Squadra non erano quelle migliori, poichè la pesca a bolognese presso la sponda opposta alla ricerca delle scardole di taglia, quella su cui si era puntato con maggior convinzione, non ha pagato bene ovunque, anche a causa di una distribuzione non omogenea di questi pesci sui vari picchetti.
Al contrario, in diverse zone del campo gara si è intravvista la possibilità di ben figurare con una pesca di altri tempi, fatta con le canne fisse da 4 a 7 metri alla ricerca di triottini, scardolette ed alborelle tra le erbe del sottoriva.
Al termine della prima gara, quindi, con un Bazza pienamente ristabilito e scalpitante e la necessità di dare una scossa all’ambiente per cercare di arrivare al podio, il CT Ardenti coadiuvato dal rientrante Adriano Fumagalli, ha effettuato la sostituzione inserendo il bolognese al posto di Torri. Il sorteggio domenicale ha collocato Luciano nel settore terminale, al n°8, ben lontano dai picchetti esterni dove il giorno precedente erano usciti pesci di taglia.
La consegna di Ardenti per Luciano è stata quella di partire corto, alla ricerca del pesciolame, per cercare di limitare i danni; per Bazza è stato come tornare indietro di qualche lustro, quando con le canne fisse e su pesci decisamente italiani come scardole e triotti, raccoglieva vittorie un po’ ovunque. Con una condotta di gara “a testa bassa”, come si sul dire, aiutato anche dal fatto che nel settore escono pochi pesci grossi, con il solo tedesco Thunes, esterno, che vince catturando pesci di taglia, imitato in parte dal padrone di casa, il bosniaco Gopo. Alle loro spalle, il più veterano tra i nostri Master, quello con la carta dall’identità scritta prima di tutti, cesella una gara impeccabile con la 4 metri fissa, macinando oltre 600 tra triottini e scardolette da pochi grammi (anche se il cartellino del commissario di sponda bosniaco reciterà 500, Bazza, da esperto alborellista di un tempo, conta sempre personalmente i propri pesci quando c’A? da fare della velocità, ed è sicuro di aver superato i 600 pesci!). Numero a parte, quello che conta è il peso finale, che arriva a lambire i 3 chili che valgono un brillante terzo di settore per l’Azzurro’
Le notizie al termine sono le migliori che si possano avere in una gara a squadre: Tino Pagliari vince nuovamente il settore e questo porterà il parmense sul gradino più alto del podio individuale; Natale Bagarello si rif alla grande della delusione del sabato vincendo a suon di pesci il proprio raggruppamento e Riccardo Galligani spunta un quinto prezioso in un settore che definire avaro è un eufemismo.
10 penalità totali, quindi, un risultato strabiliante che lascia la Francia, seconda di manche, a 8 penalità di distacco; i padroni di casa sono a 19 mentre gli Ungheresi, in testa dopo la prima prova, fanno piuttosto male, 26 penalità, si mangiano tutto il vantaggio e alla fine saranno solo quinti!
Per gli Azzurri un risultato finale che vale doppio, anzi triplo, perchè oltre al successo di squadra si aggiunge il valore speciale di un risultato ottenuto su di un campo di gara sconosciuto e difficile come si è rivelato il fiume Krupa a Capljina, ottenuto con tecniche tipicamente italiane come la bolognese e le canne fisse adattate a condizioni da noi ormai impossibili da trovare: acque chiarissime e profonde, popolate da pesci sempre più rari nelle italiche acque come triotti e scadole.
Luciano, che dire? Giovedì ci hai fatto tremare, con quel malore che ti ha portato in ospedale; domenica ci hai, ci avete, fatto sognarE’
“Sono ancora senza parole, se mi credi! Giovedì è stata una giornata difficile, non ti nego che mi sono spaventato, anche perchè ero lontano dalla mia famiglia. Per fortuna tutti mi sono stati vicini e mi hanno sorretto con la loro presenza. A questo proposito voglio spendere una parola speciale per Paola, la nostra accompagnatrice della Federazione, che è stata eccezionale anche in questa occasione, mi ha seguito durante tutto il ricovero in ospedale e mi ha veramente aiutato. Probabilmente, a causa del grande caldo, avevo bevuto dell’acqua molto fredda che mi ha provocato una brutta congestione. già il sabato mi sentivo meglio ma ero tranquillamente disposto a rimanere in panchina, visto che i miei compagni avevano provato di più.”
Poi cos’A? successo’
“Durante la settimana di prove credo di aver inquadrato la pesca in questo fiume e durante i vari test mi sono sempre ritenuto abbastanza soddisfatto. l’incidente di giovedì mi aveva messo all’angolo ma probabilmente il CT ha avuto ugualmente fiducia in quello che aveva visto e ha insistito perchè anch’io dessi il mio contributo, la domenica. E mi sono fatto trovare pronto.
Voglio ringraziare Roberto Torri, che ho avuto come sponda la domenica, che per tutta la gara mi fatto sentire il suo appoggio e la sua presenza incitandomi per 4 ore!”
Parlami un po’ delle caratteristiche tecniche del fiume e delle pesche che avevate individuato’
“Sostanzialmente si potevano pescare delle scardole con la 7 metri bolognese, con galleggianti da 6/8 grammi perchè la profondità media è sui 5 metri; questa pesca, perA?, non durava tutta la gara ed in alcuni picchetti non pagava assolutamente. La pesca a roubaisienne a 13 metri, a terra e fouillis, per insidiare i muggini, si era rivelata già in prova piuttosto aleatoria e l’avevamo relegata come ultimissima opzione; poi c’era questa pesca con le canne fisse, sul tipo di quella che si faceva in Mincio e posti similari, tanti anni fa, una pesca che è andata diventando sempre più importante man mano che passavano i giorni e che abbiamo rivalutato a fine settimana. Io la domenica ho usato prevalentemente la 4 metri, con una lenza a radere il fondo composta da una torpillina ed una coroncina di pallini piccoli. Debbo confessarti che, al di là della tensione che una gara di questo genere comporta e conscio di dover dare il massimo per cercare di arrivare sul podio, mi sono veramente divertito nel fare queste 4 ore così tirate, come un tempo!”
Prima di partire mi avevi confessato che poteva essere il tuo ultimo mondiale. Ora perA? sembra che il prossimo anno si gareggi nella Capitale e con questo altro oro al collo’
“Cosa vuoi che ti dica? Finire alla grande, da Campione del Mondo, è una cosa molto bella. Ma se da Roma qualcuno chiamasse, sarebbe scortese non rispondere, non credi?”
UNA PARTE DELLA NAZIONALE VITTORIOSA IN BOSNIA
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